Oggi voglio proseguire il racconto del mio recente viaggio a Valencia, la volta scorsa mi ero concentrato sull’arrivo e sul Jardín del Turia e vi avevo anticipato che mi sarei soffermato sulle bellezze che proprio presso questo si possono apprezzare e ammirare e fanno tutte parte di un’imponente intervento a livello architettonico, turistico e urbanistico. Vediamo di mantenere fede alla parola data.
Il progetto e le opere dell’architetto Santiago Calatrava, sono raccolte nel nome unico della Ciudad de las Artes y las Ciencias (Città delle arti e delle scienze), iniziato nel luglio del 1996 e portato avanti secondo uno schema di architettura organica capace di dare armonia tra contenuti e contenitore, sfruttando anche le straordinarie qualità costruttive d’avanguardia. Tra le varie strutture che fanno parte del progetto c’è il Palau de les Arts Reina Sofía, inaugurato l’8 ottobre del 2005 e destinato alla creazione, promozione e diffusione delle arti sceniche, senza considerare che è il teatro dell’opera di Valencia e sede dell’Orchestra de la comunidad Valenciana.
L’edificio, alto più di 75 metri e che occupa una superficie di 40.000 m, si compone dei seguenti elementi.
Sala principale: ha una capacità di 1.700 posti a sedere e viene utilizzata per concerti di opera.
Aula Magistral: ha la capacità di ospitare 400 persone e viene adibita a conferenze o a concerti di musica da camera.
Auditorio: ha la possibilità di ospitare 1500 persone ed è destinata, solitamente, a concerti di musica classica.
Teatro de Cámara. Sala de exposiciones: è un edificio adiacente al palazzo e indipendente da questo. Può ospitare 400 spettatori, viene soprannominato «Martí i Soler» e viene adibito a spettacoli di danza, teatro e musica.
Fonte citazione Wikipedia.





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