Quando diventa impossibile fotografare. Recentemente leggi sempre più restrittive o meglio, interpretazioni delle stesse in modo del tutto arbitrario, stanno creando non pochi problemi a livello mondiale a chi opera nel mondo della fotografia. Stretch Ledford e Carlos Miller sono stati banditi a vita dalla Miami-Dade Metrorail mentre stavano scattando delle fotografie all’interno della stessa.

Ne è seguito un confronto molto lungo con gli agenti, prima della sicurezza, poi con quelli della polizia, che hanno confermato la dura linea dei primi. Precisiamo, anche qui in Italia si possono scattare fotografie per uso commerciale all’interno della metropolitana solamente dietro richiesta e approvazione, ma gli stessi affermavano che stavano effettuando un servizio proprio per verificare se sarebbero stati fermati mentre scattavano fotografie per un uso non commerciale. Sottile, ma importante differenza. Ora, parliamoci chiaro, posso anche pensare che quanto loro affermino non sia totalmente vero, non sta a me giudicarlo, in ogni caso la pena mi sembra fin troppo eccessiva.

Secondo. Avete mai provato a tirare fuori la vostra attrezzatura all’interno di una Chiesa o di un altro posto dove di norma non si dovrebbe fotografare (tipo aeroporti per le norme vigenti sulla sicurezza) e vedere quello che succede? In alcune Chiese mi è capitato sovente che mi venisse severamente proibito di scattare perché avere una reflex è paragonabile a un crimine. L’interpretazione sommaria e sbrigativa è sempre la stessa: hai la reflex ergo le foto le venderai. Non è che uno possa avere un’attrezzatura migliore e volersi portare a casa un ricordo come tutti gli altri. No vero? E mentre di solito sono intenti a proibire a te di fotografare, tutti gli altri usano anche il flash… e addio divieti e prevenzione degli affreschi o delle altre opere. Tu magari puoi alzare gli Iso e avere quell’accortezza, però sei visto come il maligno. Fatevi un giro al Pantheon o in qualche Basilica di Roma se ne volete una prova.

Comunque tornando al caso in sé spero vivamente che non ci si faccia prendere troppo la mano dalle varie fobie sulla sicurezza, tutelarla è senz’altro un must da parte di chi operi nel settore e non si cerchino inutili provocazioni dall’altra parte della barricata. Considerando i luoghi nei quali c’è più ristrettezza nel poter fotografare, se c’è l’urgenza di portare a casa lo scatto, allora sono dell’idea che dietro c’è un compenso, un lavoro, una commissione, quindi si rientra nella casistica di dover chiedere le autorizzazioni necessarie, in caso contrario, all’invito (spero sempre cortese) di smettere di fotografare, si può anche annuire e sorridere.

Fonte PetaPixel.

gongolo

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