
Cronaca di una morte annunciata. La fine era nell’aria, già lo scorso ottobre le azioni Kodak avevano avuto un tracollo spaventoso e la situazione non appariva rosea da nessun punto la si analizzasse.
Adesso, dopo il primo fine settimana successivo alla dichiarazione di bancarotta, con procedure fallimentari avviate tramite il Chapter 11 (parte della legge fallimentare USA che permette alle imprese di avviare una ristrutturazione nel momento in cui vengono a trovarsi in situazione di dissesto finanziario, molto simile alla nostra fu amministrazione controllata), l’azienda deve attuare i piani per reagire, o rischierà di diventare solo una foto ricordo, pronta a sbiadire con l’incedere del tempo.
A stretto giro di vite la volontà di intentare causa ad altre aziende che a detta della stessa Kodak, hanno sfruttato loro tecnologie brevettate, vedi Apple e HTC, con la prima che ha già rispedito le accuse al mittente dichiarando la paternità degli stessi. Percorrere questa strada precluderebbe la possibilità di capitalizzare proprio l’ingente patrimonio di brevetti, con la cessione dei diritti degli stessi proprio ad aziende come quelle citate in giudizio.
Altra possibilità quella di ridurre di molto i propri ambiti, circoscrivendoli al settore delle stampanti ad inchiostro, diminuendo i debiti, il proprio raggio di azione e provando così a restare a galla in qualche modo. Quale che siano le scelte, i tempi sono davvero esigui: Citigroup, la banca che vanta un credito di 950 milioni di dollari prestati alla società, vuole che entro giugno 2012 siano messi all’asta i brevetti e prevede il 15 febbraio 2013 come deadline per presentare il piano di riorganizzazione definitivo.



Ultimi commenti